La Mosca dell'olivo un nemico micidiale per l'olivicoltore


Diversi lettori e alcuni  sono anche miei clienti  mi chiedono informazioni sulla mosca dell’olivo 
Per questo oggi affronterò sul Blog questo argomento con alcune nozioni semplici in modo tale da essere comprese da tutti .
In quasi tutte le aree in cui è coltivato l’olivo c’è un nemico quasi invisibile che agisce pressoché indisturbato dal momento che  ha pochi  nemici naturali.


Si tratta del parassita più pericoloso della coltura dell'olivo, la mosca delle olive (Bactroceraoleae).

La mosca dell’ulivo è simile alle altre mosche che colpiscono la frutta con dimensioni di circa 4-5 mm, facilmente riconoscibile dal "puntino" nero presente all’apice delle ali (vedi figura a lato).
Il clima gioca un ruolo importante per l’accrescimento di questa specie che si sviluppa  tramite tre stadi larvali.
mosca olivo 
Le temperature ideali per la sviluppo di questo insetto sono comprese tra 22-30°C.
Il periodo di pre-ovideposizione delle femmine neo sfarfallate è di circa 5-7 giorni alla temperatura di 25°C, mentre la durata dello stadio di uovo, larva e pupa è rispettivamente di 3, 14 e 15 giorni.

Gli adulti della mosca diventano attivi solo quando la temperatura supera i 14°C e si arresta quando questa supera i 31-33 °C. Va sottolineato che il perdurare di giornate estive caratterizzate da alte temperature (maggiori di 31°C), bassa umidità ed assenza di pioggia causano un'elevata mortalità delle uova e delle larve presenti all'interno dei frutti.
La mosca dell'olivo sverna prevalentemente allo stadio di pupa nelle drupe rimaste sulla pianta o nel terreno, i primi voli si possono già avvistare nei mesi di Aprile Maggio (dipende in quale regione italiana ci troviamo), tuttavia va aggiunto che nelle aree a clima caldo, possono svernare e sopravvivere anche per 7 mesi.

olive attaccate  dalla mosca

La femmina non depone le uova  finché le olive non hanno raggiunto un diametro di 7-8 mm e comunque non prima della fase fenologica dell'indurimento del nocciolo.

Dopo aver deposto le uova , che avviene praticando una puntura sulla buccia dell'oliva nella quale viene lasciato un solo uovo nella cavità sottostante, si sviluppa la larva. La schiusa dell’uovo avviene dopo un periodo variabile e strettamente legato alle condizioni climatiche, nel periodo estivo circa 2-3 giorni mentre nel periodo autunnale circa dieci giorni.
Con la nascita della larva e il  superamento dei  tre stadi fino a diventare mosca all’interno dell’oliva col nutrirsi della polpa, comincia l’attività trofica all’interno dell’oliva. E’ qui che iniziano i danni temuti da tutti gli olivicoltori.







Infatti la larva in questa fase scava gallerie per nutrirsi innescando cosi una serie di indebolimenti del frutto. Con la fuoriuscita dell’adulto dal frutto che avviene nell’ultimo stadio, è visibile il foro di uscita che permette all’aria di penetrare all’interno dell’oliva ossidandola e rendendola debole.
I danni provocati dalla mosca dell’olivo sono sostanzialmente tre:
- distruzione diretta della polpa di cui si alimentano le larve
- caduta dei frutti infestati (cascola)
- alterazione della qualità delle olive con conseguenze sulla qualità dell’olio che se ne ottiene


Alcuni accenni sulla lotta alla mosca dell’olivo

Quando le olive con punture fertili, cioè con presenza di uova o giovani larve, raggiunge il 10% del campione preso in esame, è conveniente eseguire un trattamento.
Per verificare la cosa migliore è fare un monitoraggio della presenza della mosca mettendo delle trappole con feromoni.  
Trappola al feromone per monitoraggio

Un esempio di trappola, al feromone, idonea per il monitoraggio della mosca delle olive è la Dacotrap. Questo tipo di trappola appositamente studiata, è formata da un tettuccio collato. E’ consigliabile impiegare 2 trappole per ettaro, la durata del feromone è di circa 30-40 giorni. Comunque se dopo un giorno nella trappola avete catturato più di 5-8 mosche allora è necessario intervenire con il trattamento.
Trattamenti mosca dell’olivo
I trattamenti applicati contro la mosca dell’olivo sono sostanzialmente tre:
- trattamenti chimici
- lotta biologica ed integrata
- lotta biotecnica
Bisogna valutare attentamente il fenomeno di attacco, è molto importante orientarsi in base alla entità della presenza di adulti e al tipo di punture.
Nelle zone in cui l’attacco della mosca è tardivo e di limitata intensità, come per esempio in alcune aree del sud Italia in zone di alta collina, si può ricorrere alla lotta biotecnica, che consiste nella cattura di massa  mediante trappole, che vanno posizionate sin dalla prima comparsa degli adulti, in modo da tenerne bassa la popolazione. Questo tipo di cattura, mediante trappole, è inefficace  in oliveti di piccole dimensioni mentre inizia ad essere utile in oliveti con superficie superiore a 4-5 ettari.

Se l’entità, la presenza di adulti e il tipo di punture, è di maggiore intensità, si potrà valutare l’opportunità di interventi con repellenti o prodotti chimici convenzionali.

In agricoltura biologica, bisogna adoperare pesticidi naturali o comunque quelli ammessi per questo tipo di olivicoltura, e in ogni caso cercando di scegliere quelli che presentano un basso impatto ambientale.

Le  ricerche  per contrastare in modo efficace la mosca dell’olivo, sono orientate verso metodi che richiedano sempre di più, un limitato numero di interventi e un basso impatto ambientale.

Verso questa via entrano in gioco i cosiddetti insetti utili antagonisti della mosca.
Un insetto che si è dimostrato antagonista ed efficace nel limitare i danni provocati dalla mosca olivo, è il Psytallia concolor, questo imenottero braconide è un parassitoide diffuso negli oliveti dell’Italia centrale e meridionale ed è in grado di attaccare tutte le età larvali della mosca delle olive. La femmina di P. concolor depone un uovo all’interno della larva di B. oleae, la larva del parassita divora poi il fitofago dall’interno. Completato il proprio sviluppo a spese della mosca delle olive, un esemplare di P. concolor nascerà dalla larva parassitizzata e inizierà la ricerca di nuove larve di B. oleae dove ovideporre.


Un altro insetto che viene sperimentato come antagonista e che ha dimostrato di poter diventare un nuovo efficace agente di controllo è ilFopius Arisanus, che trova il suo ambiente di sopravvivenza ideale in condizioni climatiche caldo-secche quindi abbastanza adattabile al clima del mezzogiorno d’italia. Naturalmente la ricerca in questo senso continua con i suoi esperimenti legando sempre di più l’assoluta difesa dell’ambiente.

la cosa comunque migliore per il contrasto alla mosca olearia è il continuo monitoraggio delle piante e dei loro frutti ed evidenziarne in tempo  gli attacchi in modo tale da poter intervenire in tempo utile.  

per consigli e domande scrivere una mail giardiniere.valente@gmail.com


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